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Gianluca Muraca

DJI sarà bandita negli U.S.A. già dal 2026

Con una procedura di silenzio-assenso la più grande azienda cinese al mondo di droni sarà bannata proprio dal mercato che ne fa più uso in assoluto: quello statunitense.
Il “braccio di ferro” commerciale fa davvero bene ai consumatori?

E’ rimbalzata in questi giorni la notizia che se una qualsiasi agenzia per la sicurezza Nazionale statunitense non effettuerà un esposto entro la scadenza ultima prevista (cioè fine dicembre 2025) dichiarando che DJI non è una minaccia per gli Stati Uniti, allora DJI verrà definitivamente inserita nell’elenco delle entità bandite.

Questo è quello che sembra stia accadendo perché nessuna agenzia sembra voler sfidare il Governo americano e prendersi la responsabilità, tanto gravosa quanto impopolare, di schierarsi dalla parte dell’azienda cinese.
E la scelta di NON affidare il compito direttamente all’FBI suona come un complotto commerciale bello e buono.
La formula è stata tipo: «Ehi, alzi la mano qui chi pensa che DJI non costituisca una minaccia per l’America!» facendo, di fatto, in modo tale che la procedura d’indagine cadesse nel vuoto fino a scadenza.
E ciò sta inesorabilmente avvenendo.

Cosa avviene in pratica

A scadenza avvenuta DJI non si vedrà più autorizzata ad ottenere la Certificazione FCC sui suoi prodotti con conseguente divieto di vendita sul mercato americano.
Addirittura si parla di dare a FCC la possibilità di revocare anche i certificati DJI esistenti.
A questo si aggiunge che la Dogana statunitense non importa gran parte della merce cinese in ambito droni già da tempo, per motivi da capire meglio qui.
Ad oggi la maggior parte degli accessori DJI come le Air Unit passano inosservate perché acquistate all’interno di prodotti BNF pre-assemblati, nonostante la non copertura di garanzia DJI Care Refresh.
E le poche importazioni ad oggi in essere finiranno per andare a scemare entro fine dicembre.

I prodotti DJI potrebbero non disporre di certificazioni FCC già da gennaio ‘26

Futuro incerto per l’fpv americano

Da lì in poi: il baratro!
La bruttissima notizia è che non sono solo i droni a non essere più certificati, ma anche radiocomandi, visori, sistemi video fpv, accessori.
Niente più Air Unit in futuro per gli U.S.A.
E le alternative, ad oggi presenti sul mercato americano, (Walksnail, HDZero, analogico) creano il panico tra i piloti fpv d’oltreoceano.

E non poco.


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